Il Foggia al gruppo Casillo, quali prospettive? |
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Don Oronzo diceva: sparpagliatevi sul campo12/01/2008
«Ho ottenuto più soddisfazioni di dieci allenatori messi assieme» disse Oronzo Pugliese a Gianni Brera in un libro «Incontri e invettive » di fine anni Sessanta. Non ha vinto scudetti, ma ogni giorno si sentiva vincitore. Pugliese venne definito il «mago di Turi». Non era un esperto di astrologia, ma l´antipersonaggio del Mago Helenio Herrera in quella commedia umana del calcio di quarant´anni fa. La figura di Oronzo Pugliese (morto nel 1990) è stata richiamata da Lino Banfi per caratterizzare il suo Canà nei due film «L´allenatore nel pallone» (il secondo da ieri nelle sale). UN VULCANO - Pugliese allenò Reggina, Foggia, Roma, Bologna, Fiorentina, Avellino e Crotone. Il tecnico sconfina nel tempo come un´icona: un tipo vulcanico, genuino e furbo. Da Turi all´Olimpico. Col sorriso di chi aggredisce la vita. Una vita da romanzo. Pugliese nacque a Turi, in provincia di Bari, il 5 aprile. Il padre, Matteo, commerciante di mandorle. La madre, Francesca non gli risparmia sberle. Il primo incontro con pallone a 15 anni: glielo porta da Bari Vittorio Castellaneta, figlio del medico condotto. Il campo al Largo dei Pozzi. Il militare a Roma, alla Farnesina conosce Fulvio Bernardini e gli chiede di fare una foto insieme. Da mostrare a parenti e amici. Provino col Bari, sotto gli occhi Erbstein, il tecnico che morì col Grande Torino. Chiede troppi soldi e non avrà mai la maglia biancorossa. Riparte da Gioia del Colle, Casamassima, Frosinone e tanta Sicilia. A fine carriera gioca a Messina e allena contemporaneamente a Barcellona Pozzo di Gotto. Nasce il tecnico, che porta la Reggina in C e poi va a Foggia, doppia promozione per arrivare in A. VESTITO DI BIANCO - In rossonero, sbuca il personaggio. La squadra vola. E ogni pomeriggio passeggia per il viale della Stazione, la gente lo ferma, «Complimenti, don Oronzo» e lui chiacchiera con tutti. Va al «Gallia», l´albergo milanese sede del calcio mercato, tutto vestito di bianco, scarpe comprese: si sente una star. Il 31 gennaio 1965 allo Zaccheria il Foggia, neopromosso in A, batte l´Inter del Mago Herrera per 3-2. Dicono che fosse avarissimo, ma quel giorno Pugliese avrebbe pagato chissà quanto per battere Herrera. Storia di maghi: Helenio e Oronzo entrambi del segno dell´Ariete (tenacia assoluta), tutti e due centravanti a inizio carriera e poi terzini (il campo come la vita. Pugliese: «L´uomo è uomo se si sa adattare a tutti gli ambienti»). IL FRATELLO - Da Foggia, il grande salto alla Roma. Primo campionato in giallorosso: 15 ottobre 1967 in testa alla classifica per restarci due mesi. Poi arrivano le critiche e da Turi per «difenderlo » accorre il fratello Vito, che da bambino gli aveva lanciato una pietra in fronte (cicatrice permanente). Dopo Roma, Bologna e Firenze, ma soprattutto Bari. Estate 1969, biancorossi appena promossi in A con Toneatto, che va però a Pisa. Il professor De Palo chiama il Mago di Turi. Allenare il Bari è per lui il massimo della vita. Prima giornata di campionato, 14 settembre, stadio della Vittoria stracolmo (28.472 paganti), vincono i biancorossi per 1-0. Contro chi? Contro la Roma del Mago Helenio Herrera. Per Don Oronzo è una vittoria doppia. Ma il Bari di Pugliese finisce il 10 marzo dopo la sconfitta interna col Torino: il Mago di Turi si dimette. LA TATTICA - Che tecnico era Pugliese? Immagini Rai del campionato 1964-65, il Foggia ha perso col Milan. Nel dopo partita di San Siro, domanda a Vittorio Nocera: «Cosa vi urlava Pugliese durante la partita». Il centravanti rossonero: «Ci diceva: sparpagliatevi sul campo». Quarant´anni dopo i suoi colleghi avrebbero detto: occupate, aggredite gli spazi. Don Oronzo andava al cuore delle cose. foto usfoggia.it Gazzetta dello Sport - Nicola Berardino [Foggiacalciomania.com /RG4] |